The Night Of – Cos’è successo quella notte?

Questa me la sarei persa, se non me l’avessero suggerita. “The Night Of – Cos’è successo quella notte?” è una miniserie HBO del 2016 che prende ispirazione da una serie inglese e che in Italia è andata in onda su Sky e ora è nel catalogo NOW. Otto episodi, di un’ora circa l’uno, l’ultimo un po’ più lungo. Si parte da una nottata in cui un ragazzo, presentato come un perfetto studente di college, secchione e un pochettino sfigato, decide di fare qualcosa al di fuori del suo comportamento abituale. Per andare a una festa, organizzata da studenti atleti che lui aiuta negli studi, prende il taxi (di proprietà di suo padre e di altri due soci) senza dirlo a nessuno e, perdendosi nella città, New York, viene travolto dagli eventi. Trova una ragazza (salita sul taxi pensando che fosse in servizio), lei lo invita a casa sua, bevono, si drogano, fanno sesso, lui si addormenta e quando si sveglia, trova lei brutalmente assassinata. In breve lo arrestano, tutte le prove sono contro di lui.

Così comincia questo romanzo visivo coinvolgente, ben scritto e ben interpretato, che non lascia nulla al caso. Si amalgamano in modo coerente la parte dell’indagine, l’aspetto legal, e le situazioni da film carcerario (perché il ragazzo verrà messo in prigione, in attesa del giudizio e per sopravvivere dovrà necessariamente cambiare). I personaggi hanno tutti sfaccettature molto realistiche e, anche quelli minori, sono interpretati egregiamente. Riz Ahmed che dà volto e corpo a Naz, il ragazzo accusato, riesce a trasmettere con soli sguardi la sua angoscia e il suo disincanto, una volta che in carcere dovrà accettare compromessi non sempre piacevoli. Micheal K. Williams (attore recentemente scomparso, noto per il suo ruolo in The Wire) è il perfetto carcerato da temere, quello che sa come funziona la prigione. Bill Camp è il detective Box, che si trova tra le mani un caso che sembra già risolto, ma ad un certo punto la sua esperienza di poliziotto veterano a un passo dalla pensione inizierà a tormentarlo riempiendolo di dubbi.

Su tutti però svetta un magistrale John Turturro, avvocato dai mille problemi (anche fisici), che si aggira nei distretti di polizia alla ricerca di disperati che abbiano bisogno di un difensore. La storia è quasi corale e la sua forza è quella di mostrare i fatti nelle diverse sfaccettature e punti di vista. Semplicemente da vedere.

Dopo avere visto questa mini serie ho cambiato opinione sugli uomini che girano indossando i sandali.

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